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La facciata di Santa Croce a Lecce Situata nel cuore del Salento, Lecce vanta una storia millenaria, nonché un imponente patrimonio artistico e architettonico risalente al diciassettesimo e diciottesimo secolo, che le è valso l’appellativo di  “signora del Barocco”.

Le origini della città risalgono a tempi molto antichi e la leggenda vuole che Sibari, il nucleo sul quale Lecce fu edificata, fosse fondata dall’antico popolo italico dei Messapi ancor prima della guerra di Troia. Nel III secolo A.C. la città viene conquistata dai romani e rinominata Lupiae. Nel periodo romano, sotto la guida dell’imperatore Marco Aurelio, Lecce conosce un periodo di grande splendore. Dopo una breve dominazione greca, fu saccheggiata dagli Ostrogoti e successivamente annessa, nel 549 D.C., all’Impero Romano d’Oriente, del quale ha fatto parte per cinque secoli.

Nel 1069 la città rifiorisce sotto il dominio normanno, e nel 1166 viene conquistata dagli svevi, con Federico II. Nel 1493 entra a far parte del Regno di Napoli, affermandosi come il centro culturale più vivace e dinamico del Mediterraneo. Nei secoli successivi, per proteggere la città dalle continue incursioni Turche, vengono edificati una poderosa cinta muraria, un castello e avviata la costruzione di chiese e palazzi nobiliari.

Nel Settecento Lecce risente dell’influsso culturale illuministico e si approfondisce così nei leccesi la consapevolezza politica: nascono scuole di diritto e matematica e scoppiano anche rivolte popolari. A partire dal 1734 ha inizio la dominazione borbonica che si concluderà con l’annessione del Mezzogiorno al Regno di Italia. Dopo l’unità d’Italia, la città conosce un forte sviluppo urbano espandendosi oltre le sue mura cinquecentesche al punto da staccarsi come provincia, nel 1927, da Taranto e Brindisi.
Oggi, oltre ad essere molto attiva nei settori dell'industria agricola (olio, vino), della ceramica, della cartapesta e sede di un’importante università, Lecce è soprattutto meta privilegiata del turismo culturale. La città infatti si contraddistingue per la sua caratteristica interpretazione del Barocco, chiamato appunto leccese, che ritroviamo in tutte le costruzioni monumentali: uno stile particolarmente ricco ed esuberante nelle decorazioni.

Il chiostro del Convento di San Domenico a Lecce Il patrimonio artistico e architettonico di Lecce è talmente vasto che la città è stata anche soprannominata “La Firenze del Sud” o “La Perla del Salento”. Tra le numerose chiese della città, tutte di grande interesse artistico, spiccano la basilica di Santa Croce e il Duomo, situato nella parte antica della città, che, con vescovado, seminario e campanile, si affaccia nella centralissima e suggestiva Piazza Duomo.

Al centro della città è inoltre situato il castello di Carlo V. Costruito tra il 1539 e 1549 su un edificio normanno preesistente, il castello fu radicalmente trasformato dal genio e dall’opera di Gian Giacomo dell’Acaya che lo dotò di nuove tecnologie militari: furono innalzati terrapieni e muri obliqui che lo resero praticamente inespugnabile.

Nel corso dei secoli il castello fu sottoposto a numerose modifiche e ampliamenti. Dopo la battaglia di Lepanto, che pose fine alla minaccia Ottomana, e in seguito alla controriforma cattolica inaugurata dal Concilio di Trento, numerosi ordini religiosi si stabilirono a Lecce e costruirono qui i propri edifici di culto. Anche il castello di Carlo V subì numerosi cambiamenti che riflettevano uno scenario sempre più improntato alla religiosità e ai fasti cittadini.

Dal 1870 al 1979 il castello servì da distretto militare e nel 1983 divenne proprietà del Comune. A seguito di recenti lavori di restauro l’edificio è oggi un centro culturale in grado di ospitare mostre e conferenze.